Newsletter dell’8 ottobre 2013

 

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Libreria Utopia via Vallazze,34 Milano MM Piola libreriautopiamilano@gmail.com

Newsletter del 9 ottobre 2013
a cura di Libreria Utopia

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In questo numero:

 


GIOVEDI’ 10 OTTOBRE 2013, ALLE ORE 18,30 PER IL CICLO I LIBRI DEGLI ALTRI, PRESENTAZIONE DI IL BIGLIETTO CHE ESPLOSE, DI WILLIAM S. BORROUGHS (ADELPHI)


Per il ciclo di incontri I libri degli altri Andrew Tanzi parlerà della sua traduzione de Il biglietto che esplose di William S. Burroughs ( Edizioni Adelphi).

Dal risvolto di copertina

«È un viaggio lungo. A bordo ci siamo solo noi». Il viaggio cui allude William Burroughs nelBiglietto che esplose, pannello finale della sua celebre tetralogia, non è solo quello interstellare del metamorfico protagonista Bradly. È anche il viaggio conclusivo di una specie – la nostra – giunta a una sorta di resa dei conti. Stretto tra invasioni venusiane volte a schiavizzarlo e una polizia segreta che vuole sottoporlo a un controllo onnipervasivo, il Sapiens si destruttura e trasforma definitivamente in un’intercapedine organico-tecnologica, con ragazze-orchidea e ragazzi-raganella fluorescenti – veicoli di agenti virali e droghe alienanti –, registratori e telescriventi che manipolano istinti e linguaggi. Unico elemento di resistenza sono gruppi clandestini come i partigiani diretti da Saturno. Intorno, uno scenario putrido e fantastico insieme: «città dalle consunte strade marmoree» sormontate da cupole di rame, immani terre verdi in cui ogni filo d’erba luccica «come incastonato nel cristallo», stagni e canali artificiali che riflettono «galleggianti ornati di fiori», il tutto avvolto e tiranneggiato da un «buio pesto da pellicola sottoesposta». Portando alle estreme conseguenze il suo radicale pessimismo, Burroughs non vede vie di fuga possibili: irreversibilmente corrotto, il genere umano sembra vittima del proprio «corpo» e della propria «parola», carceri che lo imprigionano e lo condannano a un meccanicismo cieco e insensato. La sola, paradossale apertura – sarebbe parodistico chiamarla speranza – consiste nella «liberazione» di cui lo scrittore stesso è interprete insieme letterale e metaforico: nel rifiuto di un linguaggio normativo e omologante; nell’esaltazione dell’anarchia e dell’invenzione letteraria contro l’opacità mortuaria dei gerghi mediatici e della «non-lingua» del Potere.


VENERDI’ 11 OTTOBRE, DALLE 17,00, INAUGURAZIONE DELL’OSTERIA DELL’UTOPIA… con auguri di buon compleanno

Venerdì 11 ottobre alle 18 la libreria Utopia si trasforma.
In una ristrutturazione degli ampi locali, il salone centrale ospiterà un lungo bancone che servirà tutto il giorno dalle 10 alle 22 e la domenica in orario brunch, oltre ai raffinati libri, cibi ecologici, wifi gratis, vini, birre, tè e caffè. Insomma un posto dove oziare e chiacchierare consumando e acquistando libri ché l’Utopia è un patrimonio di tutte/i che abbiamo tutte/i interesse a sostenere.

La nostra idea è offrire un luogo dove ‘perdersi’ per ristorarsi, riposare, lavorare, far giocare i bambini, trovare libri, leggere riviste, mangiare qualcosa al di fuori dei canonici orari 12-14, scoprire la propria passione culturale oppure solamente bere qualcosa.

L’inaugurazione dell’Osteria dell’Utopia all’interno dei nostri locali sarà anche il primo appuntamento di un festival, che avrà una durata indeterminata nel tempo perché lo immaginiamo come un laboratorio aperto ai più svariati contributi , dal titolo GARGANTUA IN UTOPIA.

Gargantua, figlio di Gargamella e Grangola è infatti erede del regno di Utopia, terra che tornerà varie volte nella narrazione delle vicende del primo libro e che non riteniamo sia una scelta casuale di Rabelais. E’ un libro gioioso, carnale, volgare, dotto e divertentissimo, ma è anche il romanzo più importante del rinascimento francese e dell’età moderna. I giganti di Utopia sono uomini felici, già realizzati, che godono del loro corpo e del mondo. Sono gli uomini della modernità non ancora inquinati dal capitalismo e non ancora resi nevrotici dall’educazione. E’ un romanzo che dimostra l’esistenza e la grandezza della cultura popolare e subalterna, come subalterni sono stati considerati i suoi temi dalla cultura alta: Il riso, il carnevale, la festa, il corpo.

E’ un libro curiosamente ignorato dalla letteratura sull’Utopia, in anni e anni di letture sull’argomento non ho mai trovato accenni al carattere utopico del libro, il che oltre ad essere strano è un peccato. Invece di leggere di sdolcinati viaggi in Icaria e dare edificanti sguardi da nessun luogo, sarebbe stato più gratificante per il prestigio stesso del concetto di Utopia sapere che nel convento di Thelema l’unica regola ammessa è “fai ciò che vuoi” (Lucio Morawetz)

… Buon compleanno Luna


SABATO 12 OTTOBRE, DALLE ORE 10 ALLE 13, PRIMA LEZIONE DEL CORSO DI SCRITTURA POETICA DI Stefano Raimondi

Si inaugura sabato 12 ottobre il Terzo Ciclo del Corso di scrittura poetica tenuto da Stefano Raimondi

Perché poesia? La poesia è il genere letterario più antico. La sua “pratica” è il compimento di un sentire il mondo – sua esperibilità – e saperla esprimere con parole scelte e trascelte dal linguaggio comune, quotidiano. La poesia dice e testimonia fatti, emozioni, eventi, ritmi nella prospettiva dell’autentico e della verità. Una poesia quindi per essere tale deve riuscire a frasi credere possibile come probabile e il suo nascere appartiene a quegli stati di grazia che all’umano servono per continuare a stupirsi, desiderare, credere nel possibile come nell’incredibile celato in ogni scelta, in ogni azione che in ogni giorno ci accompagnano nel nostro passaggio nel mondo.

A chi è rivolto il corso: a chi vuole poter ancora credere nelle parole necessarie, essenziali, autentiche. A chi vuole trovare nella parola uno spazio concreto di comunicazione. A chi vuole evadere dall’inconsistenza della banalità dei linguaggi comuni, standardizzati, ma soprattutto a chi vuole comprendere quanto il linguaggio poetico sia ancora una via per raggiungere sé stessi e gli altri. La poesia e il gesto poetico è qui indagato come una pratica più che una teoria, che si può apprendere per esperienza oltre che mediante una tecnica scritturale.

Obbiettivi: La poesia non “impone” più la sua struttura ma “espone” la sua verità. Da questo assunto si potrà comprendere un testo poetico nella sua procedura scritturale, affrontando i problemi basilari di analisi testuale, di ermeneutica ma soprattutto decifrare la sua leggibilità. Saper leggere un testo poetico è già aver raggiunto un’alta consapevolezza della propria espressività artistica. In definitiva il corso mira soprattutto a creare un proprio stile, una propria voce poetica, capace di radicarsi come parte effettiva della propria condizione esistenziale, di vita come di pensiero. Un apprendimento che si realizza nell’ascolto e nell’attenzione alle parole, al mondo e alle cose che ci circondano e ci coinvolgono.

Stefano Raimondi (Milano, 1964) poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Università degli Studi di Milano). Sue poesie sono apparse nell’Almanacco dello Specchio (Mondadori, 2006) e su Nuovi Argomenti (2000; 2004). Ha pubblicato Invernale (Lietocolle, 1999); Una lettura d’anni , in Poesia Contemporanea. Settimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, 2001); La città dell’orto, (Casagrande, 2002); Il mare dietro l’autostrada (Lietocolle, 2005); Interni con finestre (La Vita Felice, 2009); Per restare fedeli (Transeuropa, 2013). È inoltre autore di saggi come: La ‘Frontiera’ di Vittorio Sereni. Una vicenda poetica (1935-1941), (Unicopli, 2000); Il male del reticolato. Lo sguardo estremo nella poesia di Vittorio Sereni e René Char, (CUEM, 2007); Portatori di silenzio, (Mimesis, 2012) e curatore dei seguenti volumi: Poesia @ Luoghi Esposizioni Connessioni, (CUEM, 2002) e [con Gabriele Scaramuzza] La parola in udienza. Paul Celan e George Steiner, (CUEM, 2008). È tra i fondatori della rivista di filosofia “Materiali di estetica”. Collabora a “PULP libri”, “Bookdetector”, “QuiLibri”, “Poesia” e tiene corsi sulla poesia in diverse associazioni culturali e strutture scolastiche. Curatore del ciclo d’incontri “Parole Urbane”. Svolge inoltre attività di consulenza editoriale, docenza presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari ed è tra i fondatori dell’Accademia del Silenzio.

Da qui potete scaricare tutto il programma

A presto e buone letture!

 

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