Newsletter del 4 giugno 2015

 

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Newsletter del 4 giugno 2015
a cura della Libreria Utopia

Utopia in giugno- il piacere del testoIl piacere del testo è quando il mio corpo va dietro alle proprie idee- il mio corpo infatti non ha le mie stesse idee.”(Roland Barthes)

Cari lettori, ecco gli appuntamenti dal 9 al 20 giugno 2015: conferenze su psicoanalisi, filosofia e una approfondita riflessioni sulle origini storiche del radicalismo islamico.

Martedì 9 giugno alle 19.00 per Dialoghi con Freud a cura della Biblioteca del Campo Freudiano di Milano Psicoanalisi nella vita quotidiana, una conferenza di Emanuela D’Alessandro e Giuseppe Perfetto.
Dimenticare un nome che abbiamo “sulla punta della lingua”, dire una parola per un’altra, perdere un oggetto, dimenticarsi cosa si voleva fare… forse non è solo sbadataggine, spesso è l’ inconscio che svela una verità. Percorrendo la ‘Psicopatologia della vita quotidiana‘ ciascuno potrà sentirsi chiamato a scoprire, nella vita di tutti i giorni, la preziosità degli inciampi del discorso a cui non badiamo.

sabato 13 giugno alle 18.00 per la Festa della filosofia a cura di Alboversorio: Filosofia, Arte, Dialettica conferenza con Giuseppe Girgenti e Francesco Valagussa .
A partire dal pensiero hegeliano verrà introdotto ed esaminato il dibattuto tema della dialettica, principalmente in riferimento al mondo dell’arte e alla questione della morte dell’arte.
Giuseppe Girgenti, filosofo italiano, professore di Storia della Filosofia Antica alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È segretario delle collane di filosofia “Il Pensiero occidentale” e “Testi a fronte” per Bompiani e direttore della Collana “Perle di saggezza” per AlboVersorio. Tra le sue pubblicazioni si ricordano:

Introduzione a Porfirio, “I filosofi”, Laterza, Roma-Bari 1997
Il pensiero forte di Porfirio. Mediazione tra henologia platonica e ontologia aristotelica, introduzione di G. Reale, Vita e Pensiero, Milano 1996.
Giustino Martire. Il primo cristiano platonico. Vita e Pensiero, Milano 1995
Per AlboVersorio ha curato la pubblicazione del testo di GorgiaL’encomio di Elena” , all’interno della collana Perle di Saggezza.
Francesco Valagussa, ricercatore in Filosofia teoretica, presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
Tra le sue pubblicazioni si ricordano:
Il sublime. Da Dio all’io, Bompiani, Milano 2007
Impossibile sistema. Metafisica e redenzione in Kant e in Hegel, il Prato, Padova 2009
Per AlboVersorio ha pubblicato l’articolo Heidegger: angoscia e opera d’arte, in AA.VV., Tradursi in Heidegger, a cura di E. S. Storace, Alboversorio, Milano 2012, pp. 85-100.
All’interno della collana Perle di Saggezza di AlboVersorio ha curato la pubblicazione del testo “Sul Wallenstein. Tragedia senza dialettica”, di Georg W.F. Hegel.

Martedì 16 giugno alle 19.00 Davide Tacchini, Radicalismo Islamico, ObarraO
Il libro di Davide Tacchini getta uno sguardo sulla storia musulmana in relazione all’Occidente degli ultimi due secoli circa. A partire dalla campagna di Napoleone in Egitto che sconvolse profondamente i musulmani e diede inizio a una serie di movimenti – Risveglio, Riformismo, Radicalismo – che portarono l’Islam alla presa di coscienza della propria inferiorità “tecnologica” e contemporaneamente al rifiuto del colonialismo occidentale. All’interno della fase radicalista si inserisce la controversa e complessa fi gura di Sayyid Qutb. Giovane intellettuale, inviato con una borsa di studio dal governo egiziano,tra il 1948 e il 1950, in una piccola città del Colorado per studiare la pedagogia moderna, Sayyid Qutb rimane letteralmente sconvolto dall’impatto con la società statunitense. Durante il suo soggiorno raccoglie in un diario riflessioni e impressioni sui comportamenti e sulle concezioni degli americani riguardanti famiglia,sessualità, libertà e pratiche religiose. Nasce così “L’America che ho visto”, lo scritto sul quale il mondo islamico ha costruito il proprio immaginario dell’Occidente e che segna la svolta radicale di Sayyid Qutb. Sebbene fosse già simpatizzante del movimento dei Fratelli Musulmani,fu solo dopo tale esperienza che – tornato in Egitto – si consacrò totalmente all’elaborazione del suo pensiero, ipotizzando il ritorno al “puro”Islam delle origini non soltanto come unica via per risolvere i molti problemi in cui si dibatteva il mondo musulmano, ma come salvezza dalla barbarie per l’intera umanità. A causa delle sue posizioni radicali fu imprigionato più volte e infine condannato a morte. Il diario, tradotto qui integralmente e per la prima volta in una lingua occidentale, commentato e contestualizzato da Tacchini, che fornisce contemporaneamente un’approfondita analisi del clima politico egiziano negli anni del governo Nasser, costituisce un tassello di particolare importanza nella conoscenza, sempre più urgente, del pensiero fondamentalista islamico, e di come esso si sia sviluppato all’ombra del colonialismo occidentale.
Con l’autore interviene Paolo Branca
Davide Tacchini, dottore di ricerca in Scienze religiose presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è Cultore della materia in Lingua e Letteratura araba e Islamistica presso la medesima università.Membro del comitato scientifico del Centro interuniversitario Culture, Diritti e Religioni – Fidr e responsabile per l’Italia e lo Stato pontificio del progetto “Christian-Muslim Relations, a Bibliographical History” dell’Università di Birmingham, U. K. È autore di numerose pubblicazioni sui rapporti fra l’Islam e il cristianesimo,sul radicalismo islamico e sull’Islam in Occidente, fra cui ricordiamo Islam e Integrazione in Italia (con A. Angelucci e M. Bombardieri, 2014).

Sabato 20 giugno alle 18.00 per la Festa della filosofia conferenza di Francesco Codato e Georgia Schiavon su In-felicità e depressione: da Epicuro e Leopardi alla psichiatria contemporanea.

Secondo Georgia Schiavon, mutuando la sua concezione di materia eterna e increata dalla fisica greca, nella fattispecie da quella di Stratone di Lampsaco, che nel dibattito moderno si contende con quella di Epicuro lo status di modello di materialismo coerente, Leopardi rompe con la filosofia antica. La sua riflessione porta infatti alle estreme conseguenze l’esito scettico del pensiero moderno, che, nonostante la sua negazione del platonismo, ha continuato a sostenere l’esistenza dell’assoluto. Per Leopardi la realtà non ha alcun fondamento: il principio delle cose è il nulla. Egli sovverte il razionalismo che ha imperato nella filosofia occidentale fin dalle sue origini greche. Anche quando è fondata su una visione della natura meccanicistica e ateleologica, l’etica greca rimane intellettualistica: l’epicureismo identifica nella conoscenza della verità il phàrmakon, il rimedio contro il dolore, condannando la sentenza silenica. Per Leopardi, erede della sapienza del Sileno e di Salomone, la ragione, che conosce “l’infinita vanità del tutto”, vede nell’eternità dell’annullamento la “medicina di tutti i mali”.
Viceversa Francesco Codato esamina il concetto depressione dal punto di vista filosofico, riflettendo sui dilemmi etici e sulle implicazioni sociali che il concetto di depressione, così come da noi oggi inteso, apporta al soggetto umano e alle possibilità dello stesso di relazionarsi nel mondo. Codato vuole quindi rivendicare un diritto alla tristezza, ovvero un diritto ad avviare un dialogo critico che metta in luce le problematiche che il concetto di depressione pone in essere, non limitandosi a considerare la stessa patologia come un dato di fatto ed invitando a ragionare sui significati culturali e sociali che essa investe e riveste, i quali vanno al di là della sola cura di una malattia.

A presto e buone letture!

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