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In questo numero:

Il consiglio di Lucio Morawetz

Venerdì 3 ottobre alle 18,30 presentazione: La scuola e l’arte di ascoltare, di e con Marianella Sclavi e Gabriella Giornelli, Feltrinelli 2014


Il consiglio di Lucio Morawetz

1Robert Walser
I fratelli Tanner,
Ed. Adelphi

Una mattina, un giovane che sembrava quasi un ragazzo entrò in una libreria e chiese di essere presentato al padrone. Fecero come desiderava. Il libraio, un vecchio dall’aspetto venerando, fissò severamente il giovane un po’ intimidito, in piedi davanti a lui, e lo invitò a parlare. “Voglio fare il libraio,” disse il giovane principiante “ne ho un grande desiderio e non so cosa potrebbe trattenermi dal mettere in atto il mio proposito. Da sempre ho concepito il commercio librario come qualcosa di affascinante, e non capisco perché io debba ancora struggermi lontano da questa bella e piacevole cosa….” Inizia così uno dei più affascinanti e sbalorditivi romanzi del ‘900, I fratelli Tanner di Robert Walser e a pronunciare la frase è Simon Tanner, che nel romanzo farà, oltre al libraio e sempre per brevi periodi, tanti altri lavori prendendoli e abbandonandoli subito dopo, il copista, l’impiegato, il servitore, lavori impersonali che richiedono gesti meticolosi e ripetitivi. Più che lavorare, e questa è la sua vera attività, Simon Tanner va in giro, è un vagabondo, gira senza meta seguendo come unico principio quello della meraviglia “ si troverebbe tutto meraviglioso se si fosse capaci di sentire tutto, perchè non può essere che una cosa sia meravigliosa e l’altra no” quindi anche vendere libri, copiare e servire sono cose meravigliose per Simon, servire a maggior ragione perchè l’eros cosmico che pervade il protagonista richiede di essere sottomessi, e questo è un motivo ricorrente anche di alcuni1 romanzi successivi come Jacob Von Gunten o L’assistente. Non solo, ma tutte le dichiarazioni d’amore dei personaggi, ed il romanzo ne è pieno, sono l’espressione del desiderio di essere in debito, con la natura, con il mondo o con qualcuno. Le biografie ci dicono che Walser era folle, ma raramente nella storia della follia abbiamo potuto leggere un’opera così chiara sulla follia. La scrittura meticolosa e quasi scolastica totalizza fino trasformare in paradossi pieni di bellezza dei luoghi comuni, dei modi di dire, delle ecolalie (il che sarebbe il meccanismo del kitsch). Il banale che diventa meraviglioso non è però una forzatura moraleggiante, per Walser il banale, il minino, ciò che può sembrare di poco conto assurge al sublime perchè lo è, perchè viene vissuto come godimento immediato, come estasi senza tempo. Nel romanzo, a una certo punto, Walser anticipa la sua stessa morte: Simon durante una passeggiata in un bosco innevato, si imbatte nel cadavere assiderato del poeta Sebastian, prende dalla sua tasca un taccuino contenete le sue poesie e lo consegna anonimamente a un giornale con la dicitura “ Poesie di un giovane trovato assiderato nel bosco, da pubblicare se è possibile”. Cinquant’anni dopo Walser fu ritrovato assiderato nei pressi della clinica psichiatrica dove risiedeva e dove passava il tempo a scrivere con grafia microscopica, nel più perfetto silenzio.


Venerdì 3 ottobre alle 18,30 presentazione: La scuola e l’arte di ascoltare, di e con Marianella Sclavi e Gabriella Giornelli, Feltrinelli 2014

1Ascolto attivo, mediazione creativa, un tocco di umorismo: ecco gli ingredienti che oggigiorno permettono a ragazzi e insegnanti di comunicare fra loro in modo non superficiale e soporifero, di trasformare gli attriti e le difficoltà in occasioni di crescita e di conoscenza e di mettere in atto leadership che promuovono l’intelligenza collettiva. Sono questi gli ingredienti presenti e necessari in ogni scuola ad alto tasso di apprendimento. Le due autrici, con generosità, sapienza e allegria, restituiscono a piene mani in questo libro un insieme di strumenti messo a punto nel corso di una lunga esperienza professionale nel mondo della scuola e in quello extrascolastico. Una vera e propria arte, che va acquisita e praticata, poiché mediare le differenze e risolvere i 1conflitti e le tensioni che nascono tra i ragazzi e tra loro e gli educatori è una condizione essenziale e preliminare a qualsiasi discorso didattico, ed estremamente utile per la società e nella formazione delle future classi dirigenti.

Intervengono le autrici con Antonella Agnoli, Vita Cosentino

Marianella Sclavi ha insegnato dal 1993 al 2008 Arte di ascoltare, Gestione creativa dei conflitti e Metodologie partecipative di governo del territorio al Politecnico di Milano, alla Facoltà di Ingegneria ambientale di Trento, in varie scuole di specializzazione e master di Management e Peacekeeping. Tra le sue pubblicazioni: Ridere dentro. Un seminario sull’umorismo in carcere (Anabasi, Milano 1993); Avventure urbane. Progettare la città con gli abitanti (Eleuthera, Milano 2002). Per la Bruno Mondadori ha pubblicato Arte di ascoltare e mondi possibili (2003); A una spanna da terra. Una giornata di scuola negli Stati Uniti e in Italia e i fondamenti di una metodologia umoristica (2005) e La Signora va nel Bronx (2006).
Gabriella Giornelli insegnante di lettere, pedagogista, ricercatrice e formatrice, lavora abitualmente presso il Centro di Documentazione di Cesena e fa ricerca-azione in diverse scuole del territorio. È socia fondatrice dell’Associazione Culturale Paesaggi Educativi, associazione di insegnanti, e scrive sulla rivista omonima “Paesaggi Educativi”. E’ esperta di strategie per affrontare le difficoltà di insegnamento/apprendimento e la soluzione creativa dei conflitti. Ha scritto con Adele Maioli Educazione linguistica interculturale” ( Erickson, 2003), suoi interventi sono apparsi in Attesi imprevisti, a cura di di Paolo Perticari (Bollati Boringheri, 1996)
Antonella Agnoli fa parte del Consiglio d’amministrazione dell’Istituzione Biblioteche di Bologna. Ha progettato e avviato la biblioteca San Giovanni di Pesaro, di cui è stata direttore scientifico fino a marzo 2008. È consulente di vari architetti e di molte amministrazioni locali per la progettazione degli spazi e dei servizi bibliotecari e per la formazione del personale. Ha pubblicato vari saggi in volumi e riviste scientifiche e i libri Biblioteca per ragazzi (Roma 1999), Caro sindaco, parliamo di biblioteche (Ed. Bibliografica 2011) e La biblioteca che vorrei. Spazi, creatività, partecipazione (Ed. Bibliografica 2014).
Vita Cosentino , laureata in Filosofia, ha insegnato nelle scuole medie a Venezia e a Sesto San Giovanni. Da oltre trent’anni fa parte del collettivo della Libreria delle Donne di Milano ed è nella redazione della rivista “Via Dogana”. Per nottetempo ha pubblicato Tam Tam (2013).

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