Newsletter del 24 giugno 2013

 

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Libreria Utopia via Vallazze,34 Milano MM Piola libreriautopiamilano@gmail.com

Newsletter del 24 giugno 2013
a cura di Libreria Utopia

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In questo numero:


I CONSIGLI DI LUCIO MORAWETZ flâneur della Libreria Utopia

Teju Cole,
Città aperta,
Einaudi

Julius, il narratore è un finissimo intellettuale cosmopolita. Metà nigeriano e metà tedesco e residente a New York dove frequenta l’ultimo anno di specializzazione in psichiatria, coltissimo lettore e appassionato di musica, è un individuo-mondo che porta in sé la cultura di tre continenti, Europa, Africa e America, ma anche cultura scientifica, umanistica e artistica. Un flâneur profondamente moderno che nei suoi vagabondaggi per New York si trova ad affrontare i cascami della post-modernità, il più rilevante dei quali sembra essere l’ambivalenza fra sradicamento e rivendicazione identitaria.

Ulf Peter Hallberg,
Trash europeo,
Iperborea

In questo caso la flânerie non attraversa una città ma la casa del padre del narratore dove sono conservati i ritagli di giornale, carte, dipinti, fotografie che costituiscono un ricchissimo archivio della cultura europea , da Baudelaire a Benjamin, al neorealismo italiano, da Mann a Pessoa. E’ un omaggio a Walter Benjamin oltre che alla memoria del padre, ed è un libro che invita a pensare alla trasmissibilità della nostra memoria culturale in un’epoca in cui il passato e la stessa esperienza si possono cogliere solo come frammento.

… come un pescatore di perle che si cala sul fondo del mare, per liberare quel che in esso c’è di ricco e inconsueto, le perle e il corallo degli abissi, e ricondurlo in superficie, questo pensiero [di Benjamin] scava nei recessi del passato, ma non allo scopo di resuscitarlo a ciò che era e di contribuire al rinnovamento di epoche estinte. Ciò che guida questo pensiero è la convinzione che benché i viventi siano soggetti alla rovina del tempo, il processo di decadimento è contemporaneamente un processo di cristallizazione, che sul fondo degli abissi, ove affonda e si dissolve ciò che un tempo era vivo, certe cose subiscono un ‘sortilegio del mare’ e sopravvivono in nuove forme cristallizzate immuni agli elementi, come se aspettassero solo il pescatore di perle che un giorno scenderà da loro per ricondurle al mondo dei vivi – quali ‘frammenti di pensiero’, cose ‘ricche e strane’ e forse, addirittura, eterni Urphädnomene“. (H.Arendt)

MARTEDI’ 25 GIUGNO ALLE 18,30 presentazione:

Marco Dotti,
Il calcolo dei dadi,
O barra o edizioni

Le forme del gioco, del caso e dell’azzardo sono così varie che risulta difficile pensare, in un mondo iperconnesso, che in qualche modo non influenzino i nostri comportamenti, le nostre parole, i nostri pensieri.
Il libro riconduce la decaduta idea di gioco all’originale dimensione di azzardo in tutte le sue accezioni, rileggendo alcuni snodi capitali di questo orizzonte storico-concettuale. Un percorso tra sacro e profano che dalla vicenda dei soldati che si giocano ai dadi la tunica di Cristo giunge al coup de des di Mallarmé, alla scommessa di Pascal, alla roulette russa – passando per Huizinga, Baudelaire, Bataille, Duchamp, Cartarescu, Altman – e mostra come l’essenza dell’homo ludens risieda nell’abbandono di ogni calcolo interessato e nella totale messa in gioco di se stesso.
Ne discutiamo con l’Autore e con Paolo Melissi (Satisfiction)

Marco Dotti insegna Professioni dell’Editoria al corso di laurea specialistica in Editoria e Comunicazione multimediale (ECM) all’Università di Pavia. Ha pubblicato saggi su Antonin Artaud, Jean Cocteau, Léon-Paul Fargue, Jean Genet e Pierre Guyotat. Il suo ultimo libro è Luce nera. Strindberg, Paulhan, Artaud e l’esperienza della materia (2006). Scrive per il «il manifesto», «satisfiction», «l’indice dei libri». Per O barra O edizioni è direttore della collana gli Antecedenti


GIOVEDI’ 27 GIUGNO alle 18,30 presentazione

Francesco Giglio,
Il disagio della giovinezza,
Bruno Mondadori

Il disagio soggettivo può essere trattato come un difetto da sanare, un deficit, un fastidio da eliminare, ma può pure rappresentare una preziosa occasione trasformativa, una feconda opportunità di riconciliazione fra l’individuo e il suo desiderio più profondo e nascosto.
È questa la tesi clinica da cui è permeato il testo che, muovendo dall’indagine del legame fra giovinezza e civiltà contemporanea, attraversa la questione del corpo e il rapporto fra adolescenza, come espressione psichica e culturale, e pubertà suo indispensabile detonatore biologico.
Partecipa con l’Autore il dott. Alfonso Sferlazza, psichiatra e psicoterapeuta responsabile sanitario del CAD SMi Milano.
Coordina la dott.ssa Valeria Campi, psicologa

Francesco Giglio è membro analista ALIpsi (Associazione Lacaniana Italiana di Psicoanalisi. Si è occupato di clinica del bambino e dell’adolescente, poi per molti anni ha collaborato con diverse istituzioni private e pubbliche attive nel campo della diagnosi e della cura delle dipendenze da sostanze. Si occupa di clinica dei gruppi e di formazione per studenti, genitori, insegnanti e operatori sociali.


VENERDI’ 28 GIUGNO alle18,00 doppia presentazione

Lucio Morawetz presenterà con gli autori due libri “irregolari”:
Cecco Bellosi,
Con i piedi nell’acqua,
Milieu

Cecco Bellosi si affianca ad altri due narratori e cantastorie del Lago di Como, Andrea Vitali e Davide Van De Sfroos, confermando quanto le terre umide e boscose dell’Alta Lombardia siano capaci di esprimere una lunatica originalità. Acque dolci, acque creative. Dalla sponda orientale del Lago Maggiore sono arrivati mostri sacri come Piero Chiara, Dario Fo e Nanni Svampa. Tutti loro hanno pescato a piene mani non solo i cavedani, ma anche dalle storie degli irregolari, così piene di non sense, ribellione e avventura. La differenza è che Cecco Bellosi è uno di quegli irregolari. La sua affinità è quella dell’interno, non dell’esterno, soprattutto nei confronti dei personaggi che sente più vicini. Cecco riporta in vita storie dimenticate del Lago di Como, oggi meta di turisti frettolosi e di ricchi miliardari di un lusso lontano, ieri terra povera di contrabbandieri, ribelli e artigiani artisti dove il lavoro, la fatica e l’avventura lasciavano il giusto spazio alle passioni umane. Il nitido piglio narrativo si dipana tra ironia e disincanto, disseminando le tracce di una filosofia di vita che nelle storie individuali ritrova i segni dell’identità e dell’appartenenza. Si viaggia così nel tempo riscoprendo figure leggendarie come il Ment, che hanno segnato le storie di Argegno, della Tremezzina, di Dongo, della Val d’Intelvi e della Val Cavargna arrivando a sconfinare fino a Livigno, antieroi di un passato che non ritornerà ma che ci manca, personaggi di un’epopea simile al far west. In una cesura della memoria che è diventata ormai un completo spaesamento.

Qui si può leggere un’anteprima apparsa su Satisfiction del libro e dell’introduzione di Davide Van De Sfroos

Cecco Bellosi è nato a Sala Comacina sul lago di Como, nel 1948. Laureato in filosofia, viene arrestato nel 1980 per attività sovversive. Ha trascorso una decina d’anni nelle galere della Penisola, senza riuscire a perdere il gusto per l’ironia e il disincanto: sul mondo delle carceri speciali ha scritto il testo teatrale Labirinto (Spirali). Da oltre vent’anni lavora come coordinatore dell’Associazione Comunità Il Gabbiano per persone con problemi di dipendenza e per minori in difficoltà.
Ha scritto Il paese dei contrabbandieri (Nodolibri), dedicato all’avventurosa epopea degli sfrosadori; Piccoli Gulag (DeriveApprodi), sulle insidie delle comunità terapeutiche. Nel 2005 ha scritto il racconto della sua militanza in Potere Operaio, raccolto nel libro Insurrezione armata (Rizzoli), a cura di Aldo Grandi.

Massimo Battisaldo, Paolo Margini,
Decennio Rosso,
PaginaUno

Romanzo della realtà, Decennio rosso è il primo tentativo di mostrare i cosiddetti “anni di piombo” ponendosi dal punto di vista di chi compì la scelta rivoluzionaria della lotta armata. E lo fa cercando di rispondere a quella domanda che la politica e la storia contemporanea tutt’oggi rifiutano di porsi: perché negli anni ’70 migliaia di giovani hanno contestato il potere costituito fino al punto di mettere pesantemente in gioco la propria vita e imbracciare le armi? Elio e Sofia, animati da idee comuniste e libertarie e uniti da un difficile rapporto militare e sentimentale, scelgono, insieme agli altri protagonisti del romanzo, di alzare lo scontro con le istituzioni e il potere economico e di passare dal movimentismo alla lotta armata, nell’idea di fare la storia che cambierà l’Italia. Ma Decennio rosso non è un romanzo cupo, di pentimento e di dolore; non è solo la storia romanzata raccontata da due persone che hanno militato nei gruppi armati Prima linea e Formazioni comuniste combattenti; è soprattutto un racconto carico di umanità e di speranza che mostra come una moltitudine di giovani sia riuscita a emergere all’improvviso ponendosi con autorità al centro della società.

Massimo Battisaldo è nato a Luino nel 1956, ha militato nelle Formazioni Comuniste Combattenti. Arrestato nel 1979, a 23 anni, esce definitivamente dal carcere nel 1989.
Paolo Margini è nato a Napoli nel 1950, ha cominciato l’attività politica nel ’70 e ha militato nella formazione combattente Prima linea. Arrestato alla fine del 1980, è tornato in libertà nel 1985.


SABATO 29 GIUGNO alle 18,30 presentazione e mostra

Lorenzo Pezzica,
Anarchiche. Donne ribelli del Novecento,
Shake

I libri di storia hanno declinato l’anarchia sempre al maschile. Eppure sono tante le donne che hanno dedicato la loro vita e le loro migliori energie agli ideali di giustizia e libertà. Nonostante il loro apporto sia stato determinante nella storia anarchica, ancora oggi restano poco conosciute o in gran parte dimenticate.
Sulla soglia del libro troviamo Emma Goldman, sicuramente l’anarchica più nota, che già negli anni Trenta del Novecento era diventata una figura mitica del movimento. Insieme a lei sono narrate le vicende umane e politiche di Lucy Parson, Dora Marsden, Etta Ferden, Virgilia D’Andrea, Noe Ito, Lucia Sanchez Saornil, Nancy Cunard, Mollie Steimer (foto), May Picqueray, Ida Mett, Germaine Berton, Luce Fabbri e Maria Luisa Berneri.
Quindici donne, diverse per cultura e appartenenza sociale, temperamento e carattere ma con un tratto comune: per tutte loror essere anarchiche ha significato conservare la libertà del proprio sguardo, in grado di svelare i meccanismi dell’oppressione, della manipolazione e dello sfruttamento del potere.

Lorenzo Pezzica, è storico e archivista. Vive a Milano. Collabora con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Fondazione Anna Kuliscioff e il Centro studi libertari – Archivio Giuseppe Pinelli. È redattore della rivista “Libertaria”

In concomitanza

Mostra dell’ artista C(h)erotto

Minimal incipit

Realizzati per arredare un locale e una serata dedicata alla letteratura i Minimal Incipit sono stati creati da C[h]erotto, grafico da sempre, e da sempre amante dello stile minimalista.
Agli incipit dei libri più famosi viene abbinato un segno bidimensionale che richiama l’opera da cui sono stati tratti.

 

A presto e buone letture!

 

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