Newsletter del 18 settembre 2013

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Libreria Utopia via Vallazze,34 Milano MM Piola libreriautopiamilano@gmail.com

Newsletter del 18 settembre 2013
a cura di Libreria Utopia

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In questo numero:

 


  • VENDEMMIA DEI LIBRI
E’ tempo di vendemmia, di far ribollire parole nelle vostre menti come il mosto nei tini, ubriacatevi di letteratura, poesia e filosofia! mettetevi comodi e degustate della psicoanalisi con le bollicine o un corposo libro d’arte.
Diceva Baudelaire che bisogna essere sempre ubriachi di qualcosa, i libri non fanno male al fegato ma hanno una controindicazione: possono venirvi delle idee! e perché non vi facciano male al portafogli ve li vendiamo
scontati del 15% *
fino al 16 ottobre.
Accorrete numerosi!

* non cumulabile con altre forme di sconto


  • I CONSIGLI DI LUCIO MORAWETZ


Robert Darnton

Il grande massacro dei gatti,
Adelphi, 421 p., € 28,00

Dopo anni di assenza dagli scaffali, torna in libreria un grande classico della storiografia sul 700 francese. L’autore si occupa di sei storie la cui caratteristica comune sembra essere una certa opacità all’interpretazione con i tradizionali strumenti dello storico, unita a un forte pathos che accompagna le azioni dei personaggi. Lo scopo di questi sei casi esemplari non è solo quello di mostrare cosa pensava la gente, ma come pensava. Per fare questo Darnton adotta una maniera ( per sua scelta l’autore non scomoda il termine metodo) che si pone a metà strada tra l’antropologia culturale e la storia sociale e che viene definita “storia nella sua varietà etnografica” a differenza dell’antropologia la maniera di Darnton non ricerca le invarianze di un fenomeno fra le culture più disparate e non si affida alle fonti come meri dati oggettivi ma indaga sul conferimento di senso e sull’investimento di energia psichica che gli uomini in un determinato contesto storico sociale danno a determinati fatti, sull’uso dei simboli che costituiscono la cosmologia della gente comune. Cito, quali esempi di quanto detto sopra, due delle storie raccolte nel libro: Operai in rivolta e I lettori rispondono a Rousseau.
Intorno al 1730 gli apprendisti della stamperia di Rue Saint Severin a Parigi per protestare contro la durezza delle loro condizioni di vita inscenarono uno spettacolare e furibondo massacro di gatti secondo un elaborato rituale. La scelta dei gatti come oggetto della protesta, se a prima vista può sembrare quasi ovvia (il proprietario e sua moglie avevano per la loro gatta di più considerazione che per gli umani alle loro dipendenze) è invece stratificata di significati e legati a come gli operai vedevano i gatti nel loro universo simbolico. Il rituale del massacro prevedeva infatti un processo farsa alla vittima designata, seguiva le regole del charivari, vale a dire dello scherno rituale di comportamenti immorali legati soprattutto alla sfera sessuale da parte della comunità, pratica in uso nell’Europa pre-industriale. Il gatto assume quindi il doppio ruolo di essere l’animale domestico preferito dai padroni e di essere un collettore di simboli: accusando i gatti di immoralità si accusavano i padroni.
Gli intellettuali sono invece i personaggi di un’altra vicenda raccontata da Darnton, nel saggio dedicato alla ricezione della “Nouvelle Heloise” di Rousseau. Questo libro fu per un certo tempo un best seller in Francia e fu letto da molti con una partecipazione emotiva che per noi lettori d’oggi non può che apparire sorprendente, si tratta infatti di un romanzo epistolare in cui per molte centinaia di pagine si disquisisce di amore virtuoso in maniera pedante. Forse la forma epistolare, simile alla pratica della confessione, l’enfasi religiosa e la tendenza interiorizzante delle considerazioni dei protagonistiche commossero i lettori e fondarono una sensibilità che di lì a poco si sarebbe chiamata romantica.

Eugenio Gazzola
La Madonna Sistina di Raffaello. Storia e destino di un quadro
Quodlibet, 167 p., 18,00
I due angioletti raffigurati in basso sono forse uno degli elementi decorativi più visti al mondo: li troviamo in pubblicità, poster, carta regalo, copertine di libri e dischi. La parte superiore è invece meno conosciuta, ma la sua storia è molto più affasciante. La Madonna Sistina è un quadro che Giulio II commissionò a Raffaello tra il 1512 e il 1513 per il monastero benedettino di San Sisto a Piacenza. Il quadrò viaggiò molto, quasi un testimone muto della storia, fu a Dresda nella collezione d’arte di Augusto III di Sassonia, per arrivare a Mosca, portata in trionfo dall’Armata Rossa e divenne, al pari delle icone ortodosse, oggetto di venerazione popolare; per tornare infine in Germania. Impressionò e fece pensare Dostoevskij, Freud, Goethe, Schopenhauer, Benjamin, Hegel e Nietzsche, influenzò l’arte contemporanea da Cezanne a Picasso fino a Wahrol.
Ed è anche la Madonna di Treblinka dell’omonimo racconto di Vasilij Grossman, che la vide a Mosca in un’esposizione del 1955 prima che venisse rimandata a Dresda, allora nella DDR. Il quadro impressionò lo scrittore che per primo aveva raccontato al mondo gli orrori del lager di Treblinka, tanto da fargli dire che “Questa Madonna è la manifestazione più atea della vita, dell’umano senza la presenza del divino” e la considera per questo immortale, il simbolo dell’indomabilità della vita offesa


  • EVENTI IN LIBRERIA

Sono aperte le iscrizioni alle Lezioni di Scrittura poetica (III ciclo) tenute da Stefano Raimondi. Da questo link potete scaricare tutte le informazioni sul corso.

Ricordiamo che giovedì 26 settembre 2013 alle ore 18.30 continua il ciclo di incontri I libri degli altri. Anna Ruchat ci racconterà Prometeo di Friedrich Dürrenmatt, edizioni Comma 22

 

A presto e buone letture!

 

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