Newsletter del 17 giugno 2013

 

vuoi iscriverti alla nostra newsletter?
clicca qui
Non vedi correttamente questa newsletter?
clicca qui.

Libreria Utopia via Vallazze,34 Milano MM Piola libreriautopiamilano@gmail.com

Newsletter del 17 giugno 2013
a cura di Libreria Utopia

Nota: per usare i link interni leggi la newsletter qui

In questo numero:

 


I CONSIGLI DI LUCIO MORAWETZ

Alessandro Bertante,
Estate crudele, Rizzoli

Questo ultimo romanzo di Bertante con protagonista Alessio Slaviero (i precedenti sono Nina dei lupi e la Magnifica orda) non si sottrae a quella che sembra essere la tendenza dominate della narrativa italiana contemporanea: il dominio delle delle passioni tristi.
Troviamo Slaviero, eroe dai mille volti, sorta di Don Chisciotte contemporaneo, nella zona di via Padova a Milano durante l’estate del 2003, la più calda degli ultimi anni, nei panni di un piccolo spacciatore. Slaviero è un uomo ferito, disilluso, ancorato alla vita da motivi che sono in realtà espedienti: il travestito brasiliano suo vicino di casa, psicofarmaci e alcol, fantasticherie sull’essere l’ultimo dei cavalieri raminghi, una donna che osserva bagnare le piante tutte le sere e che viene idealizzata fin quasi a diventare oggetto di un amore cortese. Che differenza per esempio con Pierre Bezuchov, il protagonista di Guerra e pace di Tolstoj, che fatto prigioniero dall’esercito napoleonico scoppia a ridere al pensiero che la sua anima sia immortale. Se questo atteggiamento, forse enfatizzato da Tolstoj fino a rischiare di cadere nell’edificante, è il frutto di un processo millenario di costituzione del soggetto occidentale, Slaviero rappresenta invece un sintomo di una svolta epocale: il deperimento e svuotamento di tale soggetto. Ma questo non è avvenuto, romanticamente, in seguito a una catastrofe storica, anzi la catastrofe è l’irruzione nella storia di questo soggetto.La distruzione del mondo di Slaviero è tutta interiore: non c’è nulla in Slaviero che non sia un resto, un detrito, un eco di qualcosa che nella sua forma originaria era totalmente diverso perché vivo: i cavalieri, l’amore cortese, (ma addirittura anche le canzoni delle Bananarama….) Le illusioni di cui si nutre Slaviero sono posticce, kitsch, e per questo è tanto più toccante la critica della cultura operata da Bertante attraverso Slaviero: questo repertorio di cose imparate male (i deliri razziali di Slaviero per esempio) o ereditate senza capirne il senso oltre a essere ciò che tiene in vita il protagonista. è anche il materiale che può essere utilizzato (anche perché è l’unico rimasto a disposizione) dagli Slaviero di questo mondo per creare una cultura nuova e rendere la terra un luogo abitabile. C’è uno scarto, ed è la cosa più notevole in questo breve e fortissimo romanzo, fra la realtà desolata della narrazione e l’irriducibilità disperata del protagonista. Non c’è acquiescenza al dato in Berante/Slaviero ma istanza di riscatto perché “E’ solo a favore dei disperati che ci è data la speranza”(H.Marcuse)

Alessandro Bertante vive e lavora a Milano.
Nel 2005 è uscito il saggio Re Nudo (NDA Press), nel 2007 Contro il ’68 (Agenzia X).
Con il romanzo Al diavul, edito da Marsilio nel 2008, ha vinto la 23° edizione del Premio letterario Chianti.
Nel maggio 2009 è uscita, per le sue cure, la raccolta di racconti Voi non ci sarete (Agenzia X).
Il suo terzo romanzo si intitola Nina dei lupi, ed è uscito nel febbraio 2011.

Irene Chias,
Esercizi di sevizia e seduzione, Mondadori

Esercizi di sevizia e seduzione è un romanzo che affronta con intelligenza e ironia il tema della violenza ai danni delle donne. L’autrice muove dalla considerazione che la violenza alle donne che riempie le pagine di cronaca dei giornali ma anche la finzione letteraria, cinematografica e televisiva sia talmente diffusa da essere diventata un fatto “quasi” normale, perché il senso comune e la morale corrente riescono a essere discriminatorie e maschiliste anche nella sua riprovazione . A mò di esempio l’autrice nota come le modificazioni genitali maschili provochino un raccapriccio maggiore di quelle femminili, e che mentre le donne sembrano essere naturali destinatarie di violenza sessuale (gli uomini, nota Chias provano sgomento per qualcosa che potrebbe capitare alle loro compagne o figlie, non a loro stessi) la violenza sessuale inflitta a un uomo non sembra neanche concepibile, sia una stravaganza anche difficilmente realizzabile all’atto pratico.
In uno dei capitoli più belli del libro, significativamente intitolato Manifesto programmatico, l’autrice dichiara che il suo scopo è “riequilibrare la percezione di normalità dell’abuso sessuale fra i due generi” e lo fa riscrivendo al femminile e mettendo in scena per vittime uomini, opportunamente narcotizzati, descrizioni di sevizie di famose opere letterarie (gli autori citati sono Ellis, Marinetti e Bolaño) forse perché rovesciando dei modelli letterari si può iniziare a rovesciare,pedagogicamente, dei modelli comportamentali.

Irene Chias vive e lavora a Milano. Ha pubblicato alcuni racconti e, nel 2010, il romanzo Sono ateo e ti amo (Elliot)


MARTEDI 18 giugno ore18,00 presentazione

Rosalia Grande
Il counseling costruttivista, filosofia e pratica
Ed. Alpes

Il libro si pone l’obbiettivo di mettere in luce l’importanza della costruttività umana
e del costruttivismo,che dà centralità alla scelta del senso che si dà ad eventi,
sentimenti, situazioni. Protagonista del costruttivismo, moderno e tradizionale,
è il soggetto cosciente, che interagisce con essenzialità e nuova dialettica con gli altri,
in una visone olistica, razionale e creativa dell’esistenza e della società.

Intervengono con l’Autrice Lucia Fani e Carlo Sordoni


Anche quest’anno festeggiamo, insieme a Marcos Y Marcos l’inizio dell’estate con i libri. Letti di notte vede la partecipazione di librerie, biblioteche, circoli culturali, piazze, strade… con un programma ricco e coinvolgente (scarica qui).
La libreria Utopia partecipa con una batteria di presentazioni davvero invidiabile:

Alle ore 19,30 RICOGNIZIONE SENSORIALE NELLA CULTURA RUSSA
Gian Piero Piretto ci parlerà del suo libro La vita privata degli oggetti sovietici, ed. Sironi

«La gazirovka: il distributore pubblico d’acqua gassata; ilnomerok: il “numeretto” dei cappotti; le papirosy: le sigarette scadenti… Un’affascinante riflessione sul rapporto tra le cose e la vita.»
I 25 oggetti russo-sovietici protagonisti di queste pagine sono semplici cose di uso comune, non i noti “cimeli” da nostalgici esibiti talvolta nelle mostre o venduti nei negozi di souvenir.
A cosa servivano, che importanza avevano nella vita dei cittadini sovietici, qual è la loro storia?
Unendo l’esperienza personale a citazioni letterarie, artistiche e cinematografiche, l’autore costruisce 25 percorsi che non solo raccontano il passato ma anche il presente di questi oggetti, nell’uso e nell’immaginario collettivo.
Un libro che riesce a stupire e a modificare per sempre il nostro giudizio, così stereotipato, di un mondo che davvero è stato altro.
Il pubblico è invitato a portare da casa oggetti russi/sovietici che possano arricchire l’incontro. Stuzzichini e assaggi di vodka contribuiranno alla convivialità del momento.

Gian Piero Piretto è docente di Cultura russa e di Metodologia della cultura visuale presso l’Università degli Studi di Milano. Ha dedicatosaggi e articoli alla letteratura e alla cultura russa. Ha pubblicato Il radioso avvenire (Einaudi, 2001) e gli Occhi di Stalin (Raffaello Cortina, 2010)

Alle 21,00 lettura corale con commento musicale del libro di Dino Baldi Le morti favolose degli antichi​, ed. Quodlibet.

“Non c’è niente di cui m’informi così volentieri come della morte degli uomini: le ultime parole, l’aspetto, il contegno tenuto in quel momento. Se fossi un editore, farei un repertorio ragionato delle varie morti. Chi insegna agli uomini a morire, insegna loro a vivere”. – Montaigne, Saggi, xx.
Il libro racconta i casi di morte più ammirevoli, impressionanti ed esemplari tratti dall’antichità greca e latina. Sono qui raccolte come in un repertorio le morti di poeti, filosofi, re, eroi, condottieri, imperatori, inventori, atleti, popoli interi e città.
Perché questo interesse ai modi di morire dell’antichità?
Perché gli antichi, ignari di quello sterile attaccamento alla vita che caratterizza l’epoca moderna, avevano elaborato forme classiche, canoni e modelli per morire in modo significativo: cioè in modo ambizioso, elaborato e appropriato per la vita di ciascuno. Sapevano gli antichi che la morte non è qualcosa che vien

e da fuori a prenderci e portarci via, ma è ancora pienamente dentro la vita, ci rappresenta e ci rappresenterà per sempre.
Leggono Silvia Castellani, Silvia Makita, Ezio Affini, Marta Cametti, Luigi Ferreri, Lucia Mosca, Serena Cappellini, Claudio Sessa, Francesco De Agostini, Stefania Carcupino, Antonietta Ferrari, Lucio Morawetz. Vibrafono e percussioni Elia Moretti; contrabbasso, chitarra e bouzouki: Fabio Dotti; violino, mandolino, fisarmonica: Nicola Arata
Salvator Rosa (1615 – 1673), La morte di Empedocle
Alle 22,00 Giovanni Cocco libraio per una notte:
autore del romanzo apocalittico La caduta (nutrimenti), nella cinquina finalista della 51° edizione del Premio Campiello, Giovanni Cocco consiglia e sconsiglia le ultime novita’ a Lucio Morawetz, avventore
casuale della Liberia Utopia.

Hanno detto di La caduta

“Una scrittura potentissima al servizio di uno sguardo che non ammette confini. Cocco scardina l’ordine costituito del romanzo e regala al lettore qualcosa che ha finalmente il sapore del nuovo”.
Raul Montanari

“La Caduta altro non è che un romanzo biblico: un romanzo nel quale soffia l’epos che possiamo trovare nella Genesi o nei Profeti. Non è certo un libro devozionale e anzi, proprio come la Bibbia, è pieno di violenza. Giovanni Cocco ha capito che cosa ha fatto grande nel Novecento il romanzo americano – la memoria biblica, appunto, sempre presente, da Faulkner a McCarthy o DeLillo – e ha tentato di dare finalmente all’Italia, il paese più cattolico del mondo, un’opera della stessa specie”.
Giulio Mozzi.


Alle 23,00, in collaborazione con Smemoranda, gioco+reading con Gino&Michele.
Istruzioni per giocare:

  1. Andate su sito della Smemo (qui)
  2. Scegliete l’inizio del racconto o l’autore che preferite tra quelli pubblicati
  3. Continuate a scrivere il racconto
  4. Venite all’Utopia ché qualcuno di voi finirà a letto con Gino&Michele e con Giancarlo “Elfo” Ascari

Sul sito di Smemoranda è tutto spiegato per benino – e c’è anche un fantastico gioco parallelo

Per tutta la sera servizio bar con Skinny chef


Per i lettori più famelici, spaghettata di mezzanotte dal nostro vicino di casa Al’Less

 

Buon appetito

 

A presto e buone letture!

 

Ricevi questa mail perché sei iscritto alla newsletter della Libreria Utopia, via Vallazze, 34 20131 Milano

 

 

This email was sent to *|EMAIL|*

why did I get this? unsubscribe from this list update subscription preferences

*|LIST:ADDRESSLINE|**|REWARDS|*