Newsletter del 10 novembre 2014

 

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Libreria Utopia via Marsala, 2 Milano MM Piola libreriautopiamilano@gmail.com

Newsletter del 10 novembre2014
a cura di Libreria Utopia

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In questo numero:

Ricordiamo gli appuntamenti di questa settimana:

Giovedì 13 novembre alle ore 19,00 presentazione del libro di Liliana Rampello Sei romanzi perfetti, Il Saggiatore

Venerdì 14 novembre alle ore 21,00 presentazione del libro di Bruno Osimo, Disperato erotico fox. Manuale di ballo liscio, Marcos y Marcos

Sabato 15 novembre alle ore 18,00 doppia presentazione per Ponte alle Grazie, Sergio Garufi e Cristiano de Majo parleranno dei loro libri Il superlativo di amare e Guarigione

ed ecco i nuovi appuntamenti fino alla fine del mese:

Mercoledì 19 novembre alle ore 19.00, presentazione del libro di Igino Domanin Grand Hotel Abisso, Bompiani

Mecoledì 26 novembre alle ore 19.00, presentazione del libro di Filippo Maria Battaglia Lei non sa chi ero io! La nascita della casta in Italia, Bollati Boringhieri

Venerdì 28 novembre alle ore 19.00 presentazione dell’antologia poetica di Mariella Meher, Ognuno incatenato alla sua ora, Einaudi

Sabato 29 novembre alle ore 19.00, presentazione del volume Legge, desiderio, capitalismo. L’anti-Edipo tra Lacan e Deleuze, Bruno Mondadori


Mercoledì 19 novembre alle ore 19.00, presentazione del libro di Igino Domanin Grand Hotel Abisso, Bompiani

3Igino Domanin
Grand Hotel Abisso,
Bompiani

Negli anni Novanta si aveva un sogno, quello di una finanza capace di sostituirsi all’economia reale e di garantire benessere e crescita illimitata. Ma il sogno è crollato. Il nostro mondo ha perso credibilità, si è ridotto a un involucro artificiale: si fa mostra di corpi dopati dalla chimica e dal fitness o rimodellati iperbolicamente dalla chirurgia estetica, mentre soccombe la vita privata esposta in vetrina e messa all’asta. Le ragioni dell’individuo scompaiono nell’individualismo di massa, spopola la coercizione del narcisismo da facebook e da twitter o dei pomeriggi da flàneur forzati all’Ikea e da Abercrombie. Il mito occidentale sembra migrare a Dubai, dove i ricchi occidentali fanno i profughi volontari in Oriente, ma è un espatrio fallimentare e incapace di autentico esilio. Chi rimane invece si specchia, con sguardo consapevole e sbigottito, nell’allucinante iperrealtà dell’architettura di oggi: il delirio verticale dei grattacieli si converte nella regressione infantile dell’Ovest del mondo. Forse è dalle rovine, in quanto simboli della memoria, che dobbiamo ripartire. Igino Domanin, con la violenza verbale di chi non si rassegna, invita i vivi a ricostruire la loro genealogia, a riconnettersi con il proprio passato, per fare piazza pulita, si spera, di tutta questa infinita deriva concettuale, morale, politica.

Qui potete leggere la recensione apparsa sul blog di Giuseppe Genna (giugenna.com) al libro di Domanin

Con l’autore interviene Giacomo Papi

Igino Domanin scrittore, filosofo, giornalista ha pubblicato (assieme a Giuseppe Genna) il libro di racconti Forget domani (Pequod). Tra le altre pubblicazioni: Testo e ripetizione (Led), Il web sia con voi (assieme a Stefano Porro, Mondadori), Filosofia dell’ipertesto (assieme a Paolo D’Alessandro, Apogeo). Domanin è incluso nel numero speciale di Nuovi Argomenti Atlantide, dedicato ai nuovi esponenti della scena letteraria italiana accanto a Piperno, Colombati, WuMing, Desiati, Lagioia, Mozzi e altri.

Giacomo Papi è nato Milano nel 1968, è laureato in filosofia, ha fatto il giornalista su carta e su web (Diario), ha fondato e diretto una casa editrice (Isbn edizioni), ha scritto un po’ di libri, gli ultimi sono il romanzo I primi tornarono a nuoto (Einaudi Stile libero) e Inventario sentimentale (Laterza). Collabora con Repubblica e tiiene una rubrica su D intitolata “Cose che passano di moda” .


Mecoledì 26 novembre alle ore 19.00, presentazione del libro di Filippo Maria Battaglia Lei non sa chi ero io! La nascita della casta in Italia, Bollati Boringhieri

3
Filippo Maria Battaglia
Lei non sa chi ero io! La nascita della casta in Italia,
Bollati Boringhieri

Roma, 1946. Dopo le prime elezioni a suffragio universale, i deputati arrivano a Montecitorio. La maggior parte di loro stenta a trovare un alloggio e qualcuno è persino costretto a sedersi alle mense pubbliche. L’austerità dell’onorevole, però, dura un battito di ciglia. Tra consulenze fittizie, appalti truccati, scandali sessuali e finanziamenti statali, i tic e i vizi dei primi 3parlamentari italiani si rivelano molto presto simili, se non identici, a quelli di oggi. Persino le giustificazioni suonano incredibilmente familiari: «È accaduto a mia insaputa», «ho peccato di buonafede», «non ho visto una lira, ho girato tutti i soldi al partito».

Lei non sa chi ero io! è l’implacabile resoconto degli sprechi dei primi vent’anni della Repubblica: una ricostruzione dettagliata della nascita della Casta, corredata da dati in parte inediti, che si concentra sui 3privilegi del sottobosco governativo, tra aiuti a industrie vicine alla politica, scandali finanziari tollerati dall’esecutivo, tangenti, finti monopoli, enti inutili e fondi neri. E poi ricatti incrociati, dossier segreti, e tentativi di revisione della Costituzione a colpi di maggioranza.

Un racconto ormai «storico», ma ancora così attuale da sembrare cronaca di questi giorni.

Con l’autore interviene Peter Gomez

Filippo Maria Battaglia ha scritto i primi articoli per L’Ora e Il Giornale di Sicilia. A MIlano ha iniziato a occuparsi di libri per diversi quotidiani e periodici (tra cui Panorama, Il Foglio, Il Riformista, La Repubblica-Palermo, Il Giornale, A-Anna). Oggi lavora nella redazione online di SkyTG24. Si occupa di attualità, realizzando anche timeline, infografiche e speciali.

Peter Gomez è il co-fondatore de Il Fatto Quotidiano e direttore de ilfattoquotidiano.it. Dopo la scuola di giornalismo inizia a lavorare all’Arena di Verona. Nel 1986 approda al giornale di Montanelli per poi passare a La Voce. Dal 1996 è all’Espresso, dove si è occupato come inviato di tutti i più importanti casi di corruzione politica, giudiziaria e molto di mafia. Collaboratore di Micromega ha scritto una quindicina di saggi.


Venerdì 28 novembre alle ore 19.00 presentazione dell’antologia poetica di Mariella Meher, Ognuno incatenato alla sua ora, Einaudi

3Mariella Meher,
Ognuno incatenato alla sua ora,
a cura di Anna Ruchat,
Einaudi

Mariella Mehr – coniugando Celan, Nelly Sachs e Artaud in una prospettiva di riscatto (Notizie dall’esilio), di laica redenzione (La costellazione del lupo) o di lucido delirio (San Colombano e attesa) – rimane strettamente legata, soprattutto nella produzione piú recente, al cortocircuito verbale, alla «Wortbildung» (la parola tedesca composta che diventa trampolino di lancio per l’invenzione) cui segue la concatenazione sghemba dei versi, sempre inaspettata, provocatoria, materica e mai astratta o fine a sé stessa. Mariella Mehr arreda il suo universo linguistico come fosse un parco selvatico. Cosí la sua ricerca poetica approda a volte a una magia crudele («Uno sguardo modesto | pieno di magia rumorosa, piú terribile di qualunque ira»), altre volte a un meticoloso esercizio speleologico tra le «caverne dove, | vivono gli uomini di ghiaccio», altre a un’esplosione che tutto scuote nei «crepacci del tempo», altre ancora in formule alchemiche rivolte alla carne e alle sue pause di gelo («nell’amore | togliamoci | esausti il gelo | dai capelli») il tutto avvolto e travolto da una notte che inghiotte, restituisce e sottrae: s’insinua ovunque.

Intervengono Anna Ruchat e Stefano Raimondi

Qui potete leggere una recensione di Antonio Moresco apparsa sulla pagina web della rivista “Il primo amore”.

Mariella Mehr è nata a Zurigo nel 1947. Di etnia Jenisch, ha subito persecuzioni in nome del programma eugenetico promosso dal governo svizzero nei confronti dei figli appartenenti a famiglie nomadi. Da bambina piccolissima fu sottratta alla madre e assegnata in periodi diversi a varie famiglie e a tre istituzioni educative. Lo stesso accadde quando fu lei a diciotto anni ad avere un figlio, che le fu tolto. La rabbia contro le istituzioni sviluppò in lei uno spirito ribelle che la condusse a subire quattro ricoveri in ospedali psichiatrici e quasi due anni di carcere femminile. Dal 1975, come giornalista, ha scritto molti articoli di denuncia. Negli ultimi vent’anni ha vissuto prevalentemente in Toscana. Ha pubblicato diversi romanzi e quattro libri di poesia. In traduzione italiana: il libro autobiografico Silviasilviosilvana (Guaraldi 1995), i romanzi Il marchio (Tufani 2001), La bambina (Effigie 2006) e Accusata (Effigie 2008), le raccolte poetiche Notizie dall’esilio (Effigie 2006), San Colombano e attesa(Effigie 2010).

Anna Ruchat insegna presso le Scuole Civiche di Milano e dal 2002 si occupa della gestione dell’archivio del poeta Franco Beltrametti. Dal 2004 al 2008 ha lavorato con le edizioni Effigie. Nel 2004 è uscita la raccolta di racconti In questa vita (Casagrande). Nel 2005 ha pubblicato il volume di poesie Geografia senza fiume (Campanotto) e, in collaborazione con la fotografa Elda Papa, il racconto Il male minore (Ed. Fondazione Beltrametti). Nel 2009 è uscita, in collaborazione con l’artista Giulia Fonti, la raccolta di poesie Angeli di stoffa (Pagine d’Arte) e, nel 2010, il romanzo breve Volo in ombra (Quarup).

Stefano Raimondi poeta e critico letterario, laureato in Filosofia. Sue poesie sono apparse nell’Almanacco dello Specchio (Mondadori, 2006). Ha pubblicato Invernale (Lietocolle, 1999); “Una lettura d’anni” , in Poesia Contemporanea. Settimo quaderno italiano (Marcos y Marcos, 2001); La città dell’orto, (Casagrande, 2002); Il mare dietro l’autostrada (Lietocolle, 2005), Interni con finestre (La Vita Felice, 2009). È inoltre autore di: La ‘Frontiera’ di Vittorio Sereni. Una vicenda poetica (1935-1941), (Unicopli, 2000), La parola in udienza. Paul Celan e George Steiner, (CUEM, 2008). È tra i fondatori della rivista di filosofia “Materiali di estetica”.


Sabato 29 novembre alle ore 19.00, presentazione del volume Legge, desiderio, capitalismo. L’anti-Edipo tra Lacan e Deleuze, Bruno Mondadori

3
Vandoni F., Redaelli E., Pitasi P.
(cur.)

Legge, desiderio, capitalismo. L’anti-Edipo tra Lacan e Deleuze,
Bruno Mondadori

Sono trascorsi quarant’anni dalla pubblicazione de L’anti-Edipo, un testo che con il suo stile energico e le sue tesi radicali irruppe sulla scena degli anni Settanta con straordinaria diffusione ed effetti epocali.
Se fino ad allora la psicoanalisi veniva innalzata sul
le barricate insieme ai testi marxisti, Deleuze e Guattari interrompevano drasticamente questo connubio. Contemporaneamente il più affollato appuntamento di studenti e intellettuali di Parigi continuava a essere il Seminario dello psicoanalista Jacques Lacan. 3
Con lui però le tesi di rottura del libro intrattenevano un riferiment
o più ambiguo. Nel dibattito contemporaneo Deleuze e Lacan restano due riferimenti imprescindibili. Cosa dunque è in gioco nel loro rapporto? Quale assetto assumono oggi i termini cruciali di legge, desiderio e capitalismo?

Intervengono i curatori del volume

 

A presto e buone letture!

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