2 ottobre 2014 – Lucio Morawetz consiglia

2 ottobre 2014 – Lucio Morawetz consiglia

 

Robert Walser
I fratelli Tanner,
Ed. Adelphi

[…] Le biografie ci dicono che Walser era folle, ma raramente nella storia della follia abbiamo potuto leggere un’opera così chiara sulla follia. La scrittura meticolosa e quasi scolastica totalizza fino trasformare in paradossi pieni di bellezza dei luoghi comuni, dei modi di dire, delle ecolalie (il che sarebbe il meccanismo del kitsch). Il banale che diventa meraviglioso non è però una forzatura moraleggiante, per Walser il banale, il minino, ciò che può sembrare di poco conto assurge al sublime perchè lo è, perchè viene vissuto come godimento immediato, come estasi senza tempo. Nel romanzo, a una certo punto, Walser anticipa la sua stessa morte: Simon durante una passeggiata in un bosco innevato, si imbatte nel cadavere assiderato del poeta Sebastian, prende dalla sua tasca un taccuino contenete le sue poesie e lo consegna anonimamente a un giornale con la dicitura “ Poesie di un giovane trovato assiderato nel bosco, da pubblicare se è possibile”. Cinquant’anni dopo Walser fu ritrovato assiderato nei pressi della clinica psichiatrica dove risiedeva e dove passava il tempo a scrivere con grafia microscopica, nel più perfetto silenzio. […]

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